JOY AWARDS 2026, LA NOTTE DELLE STRARS CHE RACCONTA LA NUOVA ARABIA SAUDITA.
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Riyadh diventa per una notte la capitale mondiale dello spettacolo e della moda.
Il 17 gennaio scorso a Riyadh, ha avuto luogo la sesta edizione, di quello che è diventato uno degli eventi più attesi e discussi nel mondo dell’intrattenimento, ovvero il Joy Awards 2026. Questo evento, organizzato nella capitale dell’Arabia Saudita, per volontà della GEA (General Entertainment Authority), ente governativo che promuove e gestisce le attività di intrattenimento nel Paese, celebra le eccellenze nel campo della musica, serie TV, sport e contenuti digitali, riunendo stars del mondo arabo e internazionali. Facendo dell’Arabia Saudita un punto di riferimento per la cultura pop e per eventi di grande prestigio internazionale nella regione. Quest’anno la cerimonia ha attirato l’attenzione dei media internazionali, non solo per i premi assegnati ma per la presenza di stars di fama mondiale e per gli outfit, trasformando la serata in una passerella internazionale e gli invitati hanno sfilato sul “lavander carpet”, divenuto ormai un segno distintivo dei Joy Awards, distinguendosi così, dal “red carpet” holliwoodiano. Valorizzando abiti couture, ricami preziosi e silhouette degne di vere e proprie regine del deserto.
Gli outfit del Joy Awards 2026, non sono solo una questione di moda ma rappresentano una vera e propria strategia di soft power culturale. Attraverso la moda, Riyadh si propone come un palcoscenico globale, in grado di attrarre stars, designers e l’attenzione mediatica internazionale, ridefinendo il ruolo, attraverso un racconto visivo, dll’Arabia Saudita. Il “lavander carpet” ha visti sfilare abiti di diverse maison e stilisti, a partire da Waad Aloqaili, couturier saudita che ha realizzato il look personalizzato di Katy Perry, Giambattista Valli ha vestito per l’occasione Balqees Fathi, mentre Millie Bobby Brown ha scelto un abito di Tamara Ralph. Sul “violet Carpet” non poteva mancare Elie Saab, scelto da molte, così come Zuhair Murad e poi Sara Mrad, Carolina Herrera e Solace London per chiudere con Giorgio Armani, indossato ds Tuba Buyukustun, unendo haute couture, influenze regionale e brand internazionali.
Molte le celebrities che hanno optato per creazioni custum, firmate da importanti maison internazionali, con sontuosi abiti da sera ricamati con cristalli, volumi teatrali e trasparenze che mai eccedevano nel volgare. Non sono mancati look provenienti dalla haute couture parigina e lo stile hollywoodiano, uniti ad abiti ispirati alla moda mediorientale contemporanea come i caftani rivisitati, mantelli gioiello, tessuti preziosi e lavorazioni artigianali, reinterpretando la tradizione in chiave moderna e fashion. Non sono mancati gioielli da capogiro e beauty look sofisticati.
Ancora una volta, la moda, dimostra di non essere un semplice elemento decorativo ma un linguaggio in grado di raccontare storie appartenenti a realtà diverse, costruendo un dialogo tra tradizione e contemporaneità. Stilisti e celebrities si sono avvalsi della moda per esprimere valori, visioni e messaggi, confermando la moda come protagonista attiva nella costruzione dell’immaginario globale e nel racconto di una società multiculturale del nostro tempo.