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Febbraio 7, 2026Il racconto di un’estetica che attraversa musica, moda e cultura. Una visione creativa che ha ridefinito i confini dello stile contemporaneo.
Nominato Chevalier de la Légion d’Honneur, il più alto riconoscimento civile francese, il 23 gennaio 2026, dal presidente francese Emmanuel Macron per il suo significativo contributo alle arti, alla cultura e per il suo impatto creativo, come direttore creativo della linea menswear di Louis Vuitton, Pharrell Williams entra di diritto a far parte di quelle figure internazionali, al pari di Yevs Saint Laurent, Jean Paul Gaultier, Karl Lagerfield e Pierre Cardin per aver avuto un’ influenza positiva sul patrimonio culturale francese.
Pharrell ha definito la sua vita “una collaborazione”, persuaso dal fatto che abbia la capacità innata, un dono, nel creare connessioni. Nel tempo, a riprova di questo, ha firmato collaborazioni da capogiro, la sua creatività ha sempre avuto la forma di un progetto in divenire. Considerato come il più grande produttore musicale dei primi dieci anni del Duemila, nel 2005 Esquire, lo incorona “Best Dressed Man in World” e da lì a vent’anni GQ lo nominerà “Designer of the year”. Sarà testimone per Chanel in una campagna pubblicitaria con Cara Delevigne, nulla di cui stupirsi se si pensa che a soli 23 anni insieme a Nigo, oggi direttore creativo di Kenzo, uno dei designer e produttori più importanti della cultura streetwear globale, dà vita a Billionaire Boys club e Ice Cream, progetto pioniere dello streetwear.
Pharrell Williams diventa un’icona globale, capace di muoversi con disinvoltura tra musica e moda, ha trasformato la sua creatività in un sistema fluido a partire dalla produzione musicale, alla costruzione di un’estetica che unisce streetwear, lusso e cultura. Ha fatto della moda un’estensione del suo pensiero, ogni sua collezione diventa una dichiarazione di intenti. Alla direzione creativa del menswear di Louis Vuitton dal 2023, dopo la scomparsa di Virgil Abloh, la sua direzione ha introdotto una visione pionieristica nella maison, creando uno stile distintivo, divenendo lui stesso brand di sé stesso, unendo lusso e street culture. Indubbiamente Pharrell ha apportato in Louis Vuitton un’estetica modern-pop, unendo il suo background musicale con quello estetico, ambiti cui è fuor di dubbio che la creatività è protagonista. Il merito di questa ventata di modernità, non è solo dovuto alle sue collezioni ma anche a show spettacolari per le fashion week, da Parigi a Hong Kong, passando anche dalla natia Virginia. Concependo la moda come una storia di condivisione e amore, espressa attraverso gli abiti, lanciando la maison nel futuro.In realtà Pharrell Williams non è nuovo in casa Vuitton, già nel 2004, creò una collezione di occhiali da sole “Milionaire”, che non passò inosservata per le sue decorazioni in strass ed elementi dorati, in collaborazione con Nigo, lanciata dalla maison francese allora sotto la direzione artistica di Marc Jacobs. Sempre per la maison, qualche anno dopo, disegna una collezione di gioielli in oro bianco, oro giallo e diamanti, non si lascia scappare collaborazioni anche con Adidas ed con brand di lusso con Tiffany, Moyant, Moncler, nel 2020 lancia una sua linea di skincare “Humanrace” e per non farsi mancare nulla, nel 2022 ha disegnato una limited edition di bottiglie di champagne per Moet & Chandon.
Parlare di sfilate nel caso di Pharrell Williams è sicuramente riduttivo, il suo esordio con la collezione uomo primavera estate 2024, è stato segnato da uno show faraonico. Il Pont Neuf a Parigi, ha fatto da sfondo all’evento,metaforicamente punto di collegamento tra Virginia Beach, città natale di Pharrell e la capitale della moda francese. La collezione racconta la sua America, attraverso elementi iconografici riconducibili agli USA e l’introduzione del nuovo logo, LVERS “Virginia is for lovers”. Il suo esordio colpisce per il trionfo della stampa damier e passa quasi in secondo piano l’utilizzo del monogram. Il front row pullula di celebrities da Rhianna a Beyoncé con rispettivi consorti, non poteva certo mancare la famiglia Arnault, Jared Leto, Lenny Kravitz e la lista sarebbe ancora lunga. Un vero e proprio happening, dove gli abiti rientrano in un contesto ben più ampio, in cui identità, inclusività e innovazione si fondono. Inizia una nuova era.
La scelta di nominare Pharrell direttore creativo, prosegue la politica di cambiamento di direzione già iniziata con Virgil Abloh, con lui per la prima volta in un marchio francese come LV, si è introdotta la cultura Black e l’immaginario che vi ruota attorno, con il conseguente impatto culturale. Non tutti, avevano dato per scontato il binomio Pharrell-successo, oggi però, non solo lo possiamo confermare ma possiamo anche affermare che Williams è diventato una figura di riferimento per la cultura contemporanea in generale. Nato il 5 Aprile del 1973 a Virginia Beach, sulla costa Sud-Orientale della Virginia, è il primo di tre figli e si è sempre definito come “uno che viene dal fango”. La sua famiglia viveva negli alloggi popolari e sin da piccolo, dal vicinato, era considerato un bambino strano sul quale la musica aveva un effetto ipnotico. Debutta in un talent show scolastico, incontra Chad Hugo a 12 anni: Pharrell suona la batteria, Hugo il sax, insieme fondano i The Neptunes e si esibiscono davanti a Teddy Riley, uno dei produttori discografici allora più conosciuti, da lì il resto è storia. Le hit in cui c’è lo zampino di Pharrell sono innumerevoli, così come le collaborazioni che vanno da Madonna, JAy-Z, Beyoncé, Alicia Keys, Justin Timberlake e potremmo continuare.
Sono trascorsi ormai due anni da quando Pharrell ha debuttato alla direzione creativa di Louis Vuitton, ovviamente in questo tempo le critiche non sono mancate ma non sembrano aver scalfito la sua autostima. Consapevole di non aver frequentato la Central Saint Martins e nemmeno la Juillard per quanto concerne la musica, non sembra comunque essersela cavata così male. In un’intervista per Vogue, dichiarò di non considerare il suo ruolo di direttore creativo per Louis Vuitton come un lavoro prestigioso ma piuttosto come un sogno, ritenendosi solo una piccola parte del tutto, nella costruzione di un successo.Pharrell Williams è la dimostrazione che il talento non ha confini né scadenze. Artista, produttore, imprenditore e icona culturale, in ogni ambito non ha mai perso la sua autenticità. Il suo messaggio positivo, attraverso la musica e la moda continua ad influenzare le generazioni, rendendolo non solo una star globale ma un catalizzatore di creatività che nasce solo dalla libertà di essere sé stessi.


