
EDIE SUPERSTAR !
Febbraio 7, 2026DAGLI ANNI SESSANTA A OGGI, TWIGGY HA RIDEFINITO I CANONI DELLA BELLEZZA NELLA MODA, MUSA DI STILISTI E FOTOGRAFI, E’ DIVENTATA UN’ICONA SENZA TEMPO.
Quanti di voi si ricordano di Twiggy, la modella che è diventata il simbolo di un’epoca rivoluzionaria in termini di stile? Legando per altro la propria immagine ad uno dei capi che ha cambiato la storia della moda: la minigonna! Quando Twiggy comparve sulle copertine delle riviste di moda, a metà degli anni Sessanta, andò a scardinare quelli che sino ad allora erano stati i canoni dettati all’interno di quell’ambiente. Magrissima, occhi enormi e un taglio di capelli cortissimi. Lesley Lawson, che tutti impareranno a conoscere come Twiggy, incarnava un’idea di bellezza completamente nuova. Twiggy portò leggerezza, modernità e una freschezza che avrebbe cambiato per sempre il concetto di modella, ma anche il modo di vedere il corpo delle donne, diventando fonte di ispirazione per le generazioni future.
Negli anni della Swinging London, Leasley Hornby, diventa il nuovo volto della moda, famosa da lì a poco in tutto il mondo con il nome di Twiggy, ovvero stecchino, in riferimento alla sua magrezza adolescenziale. Questi sono gli anni in cui Londra diventa il centro di una serie di dinamiche culturali che vedono i giovani orientarsi verso tutto ciò che è nuovo e moderno, a partire dalla musica con i Beatles ed i Rolling Stones, per arrivare alla moda con la minigonna. Negli anni ’60 le boutique diventano il centro di aggregazione dei giovani, due di queste diverranno un punto di riferimento per i più modaioli: il Bazar di Mary Quant che apre i battenti nel 1958 e Biba di Barbara Hulanicki. Lo shopping diventa uno strumento di riconoscimento sociale, una sorta di carta di identità per i giovani londinesi, che li identifica come appartenenti ad un gruppo sociale.
L’abbigliamento diviene lo specchio di uno stile di vita, nascono numerosi gruppi che esprimono le diverse facce di una società, quella inglese in particolare, in via di cambiamento: i “Beatnik”, i “Teddy Boys”, “Mods”, “Hippy” ed i “Punk”. Nel pieno di questa rivoluzione culturale Mary Quant, decide di aprire in Kings Road, la boutique Bazar, il cui marchio diventa una margherita. Mary Quant propone uno stile semplice ma molto colorato, in netto contrasto con la moda in voga al tempo. La sua moda è rivolta ad un ideale preciso di donna: esile e giovanissima, Twiggy incarnerà perfettamente questo mood!
Scoperta all’età di sedici anni, la vita di Twiggy cambierà radicalmente, passando da giovane parrucchiera di provincia a star planetaria e Mary Quant la vorrà per il lancio della minigonna. Il binomio Twiggy/minigonna fu indubbiamente vincente, le lunghe e magrissime gambe della modella inglese valorizzarono il capo di abbigliamento che rese famosa Mary Quant e da parte sua la minigonna servì a connotare Twiggy come icona degli anni ’60. Il modello Twiggy , minigonna e skinny rib, la maglia aderente a costine che fascia la parte superiore del corpo, diventa un outfit da copiare a livello mondiale. Contrariamente a quanto si pensi la minigonna non aveva nulla a che vedere con la rivoluzione sessuale, incarnava semplicemente la volontà dei giovani di porre un netto distacco tra loro e la generazione dei loro genitori, rifiutandosi di diventare come loro. Improvvisamente gli abiti enormi, le gonne lunghe e le crinoline, vengono abolite deal guardaroba e si indossano gonne corte, collant e body colorati. Solo in seguito la minigonna verrà associata all’emancipazione femminile ed alla rivoluzione sessuale.
Twiggy corrispondeva perfettamente ed incarnava le caratteristiche della nuova generazione: aspetto androgino, quasi infantile, gambe lunghe e pur non essendo aggraziata, diventa una delle prime modelle note al grande pubblico per giunta strapagate, 180 dollari al giorno nel 1966 erano molti soldi! Con lei nasce il modello della “donna grissino”, ben lontana comunque dagli eccessi delle modelle anoressiche che qualche anno più tardi sfileranno sulle passerelle. Questo nuovo modello femminile sembra piacere agli stilisti di tutto il mondo e Twiggy apparirà su tutte le copertine delle riviste di moda, da Seventeen, Journal a Vogue, per citarne solo alcune.
La figura femminile si assottiglia, i capelli si tingono di biondo, quasi a diventare tutte svedesi e gli occhi diventano enormi grazie a numerosissime pennellate di mascara! Twiggy affascina sicuramente per la sua figura filiforme, per i suoi grandi occhi azzurri e le lunghe ciglia, ovviamente finte!! Diventando così la top model degli anni ’60. Dopo aver lasciato le passerelle, la sua carriera continuò come stilista, cantante e volto televisivo. Sarà una delle poche modelle dell’epoca ad essere rimasta famosa attraverso più di sei decenni e ancora oggi rimane una fonte di ispirazione.


