
NELLA MODA L’ARCHIVIO E’ DIVENTATO IL NUOVO LUSSO: COME I BRAND STANNO CAPITALIZZANDO SUL PASSATO.
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Fino a poco tempo fa, bastava un sopracciglio alzato dietro agli immancabili occhiali da sole di Anna Wintour, per segnare il destino di una collezione e le sorti di un direttore creativo. Oggi nell’era dei like, degli algoritmi e degli influencer, si può ancora esercitare un potere assoluto nell’influenzare la moda? Anna Wintour è ancora la donna più potente della moda o è il suo mito a mantenere ancora intatto quell’alure di potere che la circonda? Inoltre dopo aver lasciato la direzione di Vogue America, probabilmente Anna Wintour, non può più considerarsi la donna più influente della moda ma rimane una delle figura attorno alle quali ruota l’industria del fashion. Mantenendo il ruolo di direttore editoriale globale per tutte le edizioni Vogue , è ancora responsabile dei contenuti globali Condé Nast. Questo le consente ancora di guidare le strategie dei contenuti a livello mondiale, ecco perché la sua influenza nel settore resta ancora importante. E’ indubbio che il suo annuncio il voler lasciare la direzione di Vogue USA, dopo 37 anni, ha lasciato non solo la redazione del giornale in un silenzio quasi catatonico, ma tutto il mondo della moda. Un mondo che la Wintour stessa ha contribuito a costruire, scegliendo all’età di 75 anni di voltare pagina.
OGGI SI PUO’ DAVVERO PARLARE DI MODA SENZA DI LEI?
Dietro agli iconici Ray-Ban neri e con il suo caschetto sempre impeccabile, Anna Wintour ha costruito un impero che va oltre le pagine patinate di Vogue. A capo della redazione, forse della rivista di moda più importante al mondo, ha ridefinito i codici dello stile, i canoni estetici e culturali della moda a livello mondiale. Non è un’esagerazione sostenere che il suo sguardo abbia deciso il destino di molti aspiranti designers e non. Nel 1992 la controversa collezione “grunge” firmata Marc Jacobs per Perry Ellis, che portò al licenziamento dello stesso Jacobs, verrà difesa proprio da Anna Wintour, contribuendo a fare di Jacobs il simbolo della nuova moda americana. Così come sostenne, sin dagli esordi, John Galliano, arrivando a convincere Arnaud de Lummen e Bernard Arnault a finanziare le sue collezioni e fu proprio lei ad influenzare la nomina di Galliano a direttore creativo per Dior nel 1996. Negli anni 2000, Anna Wintour, trasformò Tom Ford, allora direttore creativo di Gucci, in un’icona culturale, avvalendosi della sua influenza editoriale, del suo ruolo di advisor per il Met Gala e dei contatti con il gruppo Kering e LVHM. Sostenne JW Anderson, Pier Paolo Piccioli e Kim Jones, considerando quest’ultimo come uno dei designer più brillanti della sua generazione.
MA CHI E’ REALMENTE ANNA WINTOUR?
Avreste mai detto che quella che è diventata una delle persone più influenti nel mondo nel mondo della moda, all’età di 16 anni venne espulsa da scuola a causa del suo carattere ribelle? Anna Wintour nasce a Londra il 3 novembre 1949, cresce e respira l’aria dell’editoria sin da piccola, considerando che il padre Charles Wintour è il direttore del London Evening Standard. Anna muove i primi passi nel giornalismo britannico negli anni ‘70 presso Harper’s & Queen ed era l’inizio di un percorso professionale che la porterà a diventare uno dei personaggi più temuti nel mondo della moda. Nel 1983 si trasferisce a New York, dove collabora con riviste come Viva e New York Magazine, entrando successivamente a far parte della redazione di Vogue come direttrice creativa. E’ l’inizio di una leggenda: grazie alla sua determinazione ed alla sua sfrontatezza, che la contraddistingueranno nell’arco di tutta la sua carriera, Vogue America torna ad essere una rivista di successo.
1988: VOGUE AMERICA TORNA AD ESSERE UN FENOMENO CULTURALE!
Nel 1988 Anna Wintour diventa direttrice di Vogue America e la copertina del suo primo numero, sarà l’inizio di una nuova era e per giunta all’insegna dello scandalo, la moda concepita in modo tradizionale vede la sua fine. Il numero di Vogue America di novembre, metterà in copertina una modella con un paio di jeans Guess da 50 dollari, abbinati ad una giacca di Lacroix. La moda non era più solo ed esclusivamente uno spettacolo relegato alle passerelle ma diventa un ponte tra haute couture e street style, approdando anche nella vita reale. La rivista, che in quegli anni sembrava essere caduta nel dimenticatoio, si rinnova e non si limita a documentare la moda ma inizia a dirigerla e crearla, anticipando le tendenze e influenzando, non solo gli addetti ai lavori, ma milioni di lettori. Maggiore immediatezza visiva, un mix tra capi accessibili e alta moda, una nuova personalità con una sensibilità verso le tendenze di strada, portano Vogue America a diventare un punto di riferimento culturale. Non solo abiti e stilisti ma anche fotografi, celebrities, arte, costume, designers emergenti che grazie al potere di Anna Wintour, diventano icone del settore, giovani modelle che sulle pagine di Vogue diventano star internazionali. Sarà anna Wintour, insieme a Gianni Versace e Karl Lagerfield, con il quale stringerà una profonda e duratura amicizia, a decretare la nascita dell’era delle top models. Le copertine del magazine non mostrano più solo primi piani patinati, si introducono immagini a figura intera, con ambientazioni più “spontanee” e reali, instaurando un colloquio con il pubblico comune. Anna non è solo la direttrice di una rivista, in poco tempo diventa talmente influente, da decidere chi fare emergere e chi eclissare nel panorama degli stilisti, influenza il guardaroba di intere generazioni e sostiene imperi finanziari.
LA SUA LEATHERSHIP……
La redazione di Vogue sotto la direzione di Anna Wintour, ha rappresentato per anni un modello di disciplina e perfezione, al punto che il giornalismo di moda è diventato un esercizio di rigore estetico e intellettuale. La sua redazione da sempre è stata il riflesso del suo metodo impeccabile, esigente ma capace di valorizzare il talento e l’innovazione. Vogue ha introdotto tematiche sociali e politiche, promuovendo la diversità prima ancora che diventasse di moda. Il mondo Wintour, ha sconfinato dallo spettacolo, alla politica, organizzando eventi di raccolta fondi per candidati democratici statunitensi, grazie a lei il Met Gala è diventato uno degli eventi più attesi dell’anno, a partire dal 1999, quando ne assunse la direzione con la finalità di raccogliere fondi per il Costume Institute del Metropolitan Museum of art di New York.
VERSO NUOVI ORIZZONTI….
Oggi il testimone è passato a Chloe Malle, che dopo aver lavorato per 15 anni nella redazione di Vogue, ha assunto l’incarico di direttrice, scelta sostenuta dalla stessa Wintour che ha definito Chloe come “una guida capace, una collaboratrice ispirata e una mente brillante”. Nonostante la direzione di Vogue USA sia cambiata, Anna Wintour resta una figura di riferimento. Il mondo della moda è indiscutibilmente cambiato, rispetto a quello che la Wintour ha contribuito a costruire, eppure la sua presenza continua ad essere il centro di gravità di un sistema in costante cambiamento.


