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Quando si pensa all’eleganza italiana, il nome Armani è inevitabilmente tra i primi ad essere menzionato. Giorgio Armani fonda l’omonimo brand nel 1975 ed i suoi sacrifici per raggiungere il successo nel mondo della moda lo premiano, identificando ben presto il nome di Armani, con lo stile e la qualità del made in Italy. Negli anni il band ha saputo evolversi, divenendo molto più di una semplice maison di moda. Oggi Armani incarna il concetto di lifestyle, un vero e proprio universo che abbraccia non solo l’abbigliamento e gli accessori ma anche la cosmetica, l’arredamento, la ristorazione e l’ospitalità di lusso. Il marchio ricomprende un ventaglio di linee da Emporio Armani a Giorgio Armani, passando per Armani Privè a Armani Exchangre, Armani Beauty, Armani Casa e Armani Hotel che raccontano stili diversi ma sempre riconoscibili per coerenza, raffinatezza e sobrietà. Giorgio Armani a partire ormai da quel lontano 1975, ha creato un impero dove ogni dettaglio è caratterizzato da un’eleganza essenziale e sofisticata. E pensare che il Giorgio di allora, avrebbe voluto studiare medicina ma nel suo destino c’era la moda, Milano sarebbe diventata la sua città e lui sarebbe diventato “Re Giorgio”, insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica e della più alta onorificenza dello Stato: quella di Cavaliere di Gran Croce. Nato a Piacenza l’11 luglio del 1934, lascia la città nel 1957 per trasferirsi a Milano e iscriversi all’Università statale per studiare medicina e realizzare il sogno di diventare chirurgo. Dopo qualche anno, però, l’ambizione per la medicina, sembra venire meno e il giovane Giorgio trova lavoro come vetrinista alla Rinascente, prima tappa verso una strada sempre più creativa che lo introduce nel mondo della moda, delineando una sua personale visione dell’abbigliamento.
Nel 1964, Nino Cerruti lo chiama per una collaborazione con Hitman, la prima fabbrica di pret-à-porter elegante da uomo, per Armani è un momento importante, è proprio qui che ha inizio il suo lavoro sul “completo destrutturato”, proposto per Cerruti, con tessuti fluidi creando una sensazione di morbidezza nelle giacche mai vista prima. La sua visione verrà poi sviluppata sino ad arrivare all’evoluzione del concetto di “completo destrutturato” che lo vedrà presente, con materiai e tessuti più tradizionali, nelle collezioni che porteranno finalmente il nome Giorgio Armani.Nel 1976, l’esperienza come vetrinista, la collaborazione con Cerruti e la sua ormai comprovata sensibilità estetica, portano Armani a fare ufficialmente il suo ingresso come stilista nel mondo della moda, con la leggendaria sfilata a Palazzo Pitti alla Sala Bianca, un anno dopo con un piccolo capitale e tanta fiducia, fonda la Giorgio Armani S.p.a., insieme a Sergio Galeotti, inizialmente si tratta di abbigliamento per uomo, nel 1976 esordisce anche con la donna. Nel 1981 arriva Emporio Armani e nel 2005 i tempi sono maturi per Armani Privè. La figura di Sergio Galeotti, architetto toscano con un fiuto imprenditoriale fuori dal comune, è stata una figura decisiva per Armani. I due si conobbero negli anni ‘60 e iniziarono una collaborazione che portò ad un cambiamento della moda italiana. Sarà Galeotti a credere nella visione pulita di Giorgio, il gusto per le proporzioni ed i materiali, spronandolo a fare il salto: da consulente per altri marchi, tra cui Cerruti, Bagutta, Allegri, a fondare la propria casa di moda. Così i due uniscono, l’uno la creatività sartoriale, l’altro una visione strategica della società. Armani si occupa dello stile, Galeotti del business, le relazioni internazionali e la distribuzione, insieme in pochi anni creano un marchio che conquista non solo l’Italia ma anche il mercato americano e Hollywood. Il legame tra Armani e Galeotti non è solo professionale ma anche personale, la loro relazione discreta ma profonda fu un pilastro emotivo per Armani, che in Galeotti trovò il sostegno e la stabilità per affrontare il mondo competitivo della moda e in costante evoluzione.
La morte prematura di Sergio Galeotti nel 1985, segnò profondamente Giorgio Armani, in molte interviste lo stilista ha sottolineato la difficoltà di affrontare la perdita ed il dolore dell’assenza. Armani, rimanendo fedele alla memoria del suo socio e compagno, ha trasformato la maison in un impero globale. In poco tempo Giorgio Armani riscrive le regole dello stile, la sua moda è estremamente precisa, oserei dire chirurgica: la lunghezza di un pantalone, di un orlo, il taglio di una abito, un guanto mai troppo lungo, tutto è proporzionato e studiato al millimetro con una inconfondibile visione moderna. Nasce lo stile italiano di Giorgio Armani, lontano dagli eccessi, volto all’essenzialità che diventa con lui simbolo di eleganza. La giacca è il biglietto da visita delle sue collezioni, la destruttura, elimina le controfodere e i copririsvolti, le spalle vengono proiettate in fuori, lasciandole cadere, dando un’immagine più fluida pur utilizzando tessuti dalla trama spessa, allontanandosi dalla tradizione sartoriale inglese. Non solo la giacca sarà simbolo identitario di Armani ma anche il colore “greige”, una sfumatura che unisce il grigio al beige, un tono neutro elegante che racchiude l’essenza della sobrietà raffinata che lo stilista ha sempre perseguito, presente in ogni collezione. Tra le prime scelte stilistiche che hanno definito la visione di Armani, il “greige” occupa un posto centrale, Armani lo ha adottato sin dagli esordi, trasformandolo in un linguaggio visivo distintivo e inconfondibile.
Così come il blu, colore simbolo di eleganza che torna in ogni collezione haute couture Armani Privè.
Ogni collezione Privè è un dialogo tra arte e artigianalità, dove ogni dettaglio, dalle architetture geometriche degli abiti da sera ai ricami eseguiti a mano, racconta l’essenza di uno stile che rifiuta le mode passeggere. I toni sono rarefatti, le silhouette scultoree ed i tessuti preziosi, nulla è lasciato al caso eppure le collezioni di Armani Privè appaiono così naturali e preziose al contempo. Giorgio Armani Privè rappresenta il vertice di un’estetica che ha fatto della misura e della perfezione il suo massimo atto creativo. E’ proprio qui che Armani ci ricorda che il vero lusso risiede nella coerenza, nella sottrazione, nella bellezza che non ha bisogno di urlare per essere eterna. A partire dal 2005, nel silenzio ovattato dei saloni dell’alta moda parigina, Armani Privè si impone con il suo carattere sofisticato, lontano dal clamore dell’eccesso. La linea Privè incarna la visione più intima del maestro italiano, traspare l’amore per il mondo esotico e per l’Oriente che riaffiorano tra i volumi morbidi e l’eccellenza dell’artigianalità che rende preziosi i suoi capi, pensati per l’upper class e per far sognare. Ogni collezione è un dialogo tra arte e moda.
Sin dagli anni ‘80, Giorgio Armani è impegnato a costruire un ponte tra moda e cinema, conquistando rapidamente le stars di Hollywood con l’eleganza dei suoi abiti. Il suo stile impeccabile ed essenziale veste le celebrities non solo sullo schermo ma anche nella vita reale, rivoluzionando il concetto di eleganza sul red carpet. Celebre è la collaborazione con Richard Gere in “ American Gigolo” nel 1980, dove i completi di Armani diventano i coprotagonisti del film, contribuendo a fare di Richard Gere un’icona di stile, fascino ed eleganza maschile. Lo stilista, ancora una volta, destruttura il completo, alleggerisce la giacca, i pantaloni non hanno più le pences, nasce l’ American Gigolo’s suits”. Impossibile dimenticare la sequenza in cui l’attore americano, nei panni di Julian Kay, sceglie quattro giacche e le allinea sul letto, per abbinarle ad altrettante camicie e cravatte, un omaggio allo stile italiano! Questa scena diventa il manifesto della visione di Giorgio Armani uomo, libero dai tailleur grigi che sembrano dare un aspetto austero, mentre la camicia bianca rende impeccabile l’outfit, avvalorata dalla cravatta che assottiglia la figura. La moda dimostra così, quella capacità espressiva volta a costruire l’immagine di un personaggio.
Da allora Julia Roberts, Cate Blanchette, Leonardo Di Caprio, George Clooneye Michelle Pfeiffer hanno indossato Armani per eventi di gala, Oscar e première internazionali. Tratto distintivo delle collezioni di Giorgio Armani è l’androgino, in un’intervista rilasciata alla Domenica del Corriere nel 1993, Armani disse: “Io ho dato alla donna la giacca, i pantaloni e la camicia, usando in modo femminile argomenti maschili”. L’estetica androgina è un concetto presente nella moda di Armani sin dagli anni ‘70, quando destruttura l’abito maschile, rendendolo fluido e morbido portabile anche dalle donne, mantenendo rigore ed eleganza. Il suo celebre tailleur pantalone femminile è diventato un simbolo di emancipazione, così come lo è stato a suo tempo “le smoking” di YSL.
Il lavoro e la vita di Giorgio Armani rappresentano un esempio di coerenza, eleganza e visione duratura della moda. Con uno stile inconfondibile, anche per i non addetti ai lavori, che ha saputo con il tempo unire sobrietà e innovazione. Armani è stato uno degli stilisti in grado di rivoluzionare il modo di vestire delle donne e degli uomini, trasformando il concetto di lusso, anche in qualcosa di accessibile, funzionale e senza tempo. La sua dedizione al lavoro, il controllo sempre diretto del suo impero e la capacità di rimanere sempre fedele a sé stesso, seppur in continua evoluzione, lo hanno reso una figura emblematica e simbolo del made in Italy e non solo. Il suo percorso è la dimostrazione di come il talento, unito alla disciplina, alla dedizione al lavoro ed alla passione, possa lasciare un segno indelebile nella moda e nella cultura contemporanea.









