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GIORGIO ARMANI: RIVELATE LE ULTIME VOLONTA’ DELLO STILISTA!
Settembre 14, 2025COSA PREVEDE IL TESTAMENTO DEL RE DELLA MODA TRA VILLE, CAPITALI E QUOTE SOCIETARIE. IL GRUPPO RESTERA’ IN MANI FIDATE E IL RUOLO DELLA FONDAZIONE ARMANI SARA’ FONDAMNETALE.
Quando si pensa a Giorgio Armani, impossibile non richiamare alla mente i suoi abiti da sogno ed impeccabili che hanno conquistato il mondo intero: dalle passerelle al cinema, Armani è stato il simbolo nel mondo dell’eleganza italianCon la scomparsa di Giorgio Armani, il 4 settembre 2025 a Milano, all’età di 91 anni, si apre ufficialmente un nuovo capitolo per uno degli ultimi grandi imperi della moda ancora totalmente e saldamente in mani italiane e private. Giorgio Armani lascia dietro di sé, non solo un’eredità stilistica ineguagliabile, ma anche un patrimonio stimato oltre 12 miliardi di dollari l’anno e un’azienda presente in oltre 60 Paesi con boutiques e show-room. Oggi la domanda che in molti, se non tutti , si pongono è chi guiderà ora il colosso Armani? Si attende con trepidazione di conoscere quali siano le disposizioni testamentarie lasciate dal Sig. Armani, un testamento ed una pianificazione patrimoniale, preparati da tempo e con cura, onde evitare lotte ereditarie e cessioni indesiderate. Molte delle risposte alle numerose domande, che gli addetti ai lavori e non solo, si pongono in merito all’eredità miliardaria di Giorgio Armani, si trovano in un piano meticoloso costruito dallo stesso stilista nel corso degli anni, con la volontà di mantenere l’indipendenza del brand e la sua identità “senza tempo”.a! Un uomo che per una vita intera ha creato bellezza attraverso le sue collezioni e anche per il suo piano di successione non poteva che concepire un vero e proprio capolavoro.
COME VERRA’ SUDDIVISO IL SUO PATRIMONIO?
Lo stilista ha deciso come suddividere e devolvere il suo patrimonio, nel pieno delle proprie facoltà, molto tempo prima della sua morte, un patrimonio fatto non solo di abiti di lusso ma anche ville, infatti il suo patrimonio immobiliare comprende la villa a Pantelleria, la residenza estiva a Forte dei Marmi, dove si trova La Capannina, che recentemente aveva acquistato, la casa milanese di via Borgonuovo, Villa Rosa nell’Oltrepò pavese e altre residenze a Saint Moritz, Parigi e St. Tropez. Senza contare le società, imbarcazioni, fondazioni, opere d’arte e sport.Un piano già annunciato nella sua autobiografia “Per amore” nel 2022, mantenendo la promessa. “Il piano di successione l’ho preparato con il mio usuale pragmatico pragmatismo e la mia grande discrezione.”
LA FONDAZIONE GIORGIO ARMANI
La Fondazione Giorgio Armani, fondata nel 2016, è il cuore della successione, una roccaforte pensata per proteggere e custodire, dopo di lui, la sua visione. Si tratta, ovviamente, di una mossa strategica per mantenere l’indipendenza del gruppo, garantendone la continuità stilistica e gestionale. Prevenendo, per altro, acquisizioni indesiderate del brand!Pur detenendo la Fondazione solo lo 0,1% del capitale della società operativa, la Giorgio Armani S.P.A, grazie ad un sistema di azioni con diritti speciali, è destinata ad avere una parte significativa nel controllo societario. Il 99,9% del patrimonio restante, verrà redistribuito secondo la volontà testamentaria dello stilista, si presume tra le persone che hanno sempre fatto parte della sua cerchia ristretta di collaboratori. La Fondazione Giorgio Armani a livello di governance detiene le azioni “più potenti”, se così si possono definire, controllando oltre il 53% dei voti, di conseguenza la maggioranza assoluta. Lo statuto della Fondazione prevede sei categorie di azioni alle quali fanno capo diversi diritti di voto, garantendo in questo modo un equilibrio tra gli eredi ed un controllo interno. La Fondazione, è in grado altresì di nominare il Presidente e l’Amministratore Delegato, influenzando le scelte dell’azienda. Nel consiglio vi sono persone fidate e scelte dallo stesso Armani, che vanno a costituire un mix di competenze, visioni ed affetti famigliari, vale a dire: Leo Dell’Orco, compagno e da anni braccio destro di Armani stesso, Irving Bellotti, banchiere Rothschild, la sorella Rosanna, le nipoti Silvana e Roberta, il nipote Andrea Camerana ed infine Federico Marchetti, fondatore di Yoox.Priorità di Giorgio Armani era infatti, quella di consentire una transazione, dopo la sua morte, senza sorprese ne litigi, preservando i valori fondanti della maison, discrezione, eleganza e indipendenza, non dimentichiamo che il marchio Armani è uno dei pochi a non essere mai stato quotato in Borsa, per volontà del suo fondatore.
IL TESTAMENTO
Giorgio Armani ha redatto il proprio testamento in forma olografa, ovvero è stato scritto interamente a mano, di suo pugno e senza testimoni. Successivamente l’atto è stato depositato presso un notaio, ciò ha permesso ad Armani di disporre liberamente dei suoi beni, non avendo eredi diretti, figli o coniuge, eliminando il vincolo di quota legittima, potendo scegliere in piena libertà a chi lasciare i propri beni e in quale percentuale. Tale testamento, verrà letto dal notaio incaricato, Elena Terrenghi, solo dopo che il Comune di Milano avrà rilasciato il certificato di morte e dopo la celebrazione dei funerali. Sino ad allora tutto rimane top secret, anche se si presuppone che tra i beneficiari ci siano i nipoti ( Silvana, Roberta e Andrea Camerana), il compagno e braccio destro Leo Dell’Orco e la Fondazione stessa, che come abbiamo già detto, avrà un ruolo centrale nel controllo del gruppo.Inoltre la sede della Giorgio Armani S.P.A è, e rimarrà in Italia per volontà dello stilista. Trapela poi un’indiscrezione, in base alla quale, dettaglio svelato dal Corriere della Sera, Armani abbia lasciato una riserva di liquidità pari a 1,987 miliardi di utili mai distribuiti e rimasti in azienda, utili che potrebbero trasformarsi in dividendi.La successione in casa Armani rimane un caso raro di autonomia e visione personale, qualunque sarà la scelta finale, è fuori di dubbio che Giorgio Armani non abbia mai lasciato nulla al caso, tanto meno il futuro del suo impero. La sua eredità non sarà soltanto una questione di stile, ma di identità, etica del lavoro e coerenza stilistica, portata avanti dallo stilista stesso nel corso della sua vita. E se è vero che lo stile è eterno, allora l’eredità lasciata dal Sig. Armani, continuerà a vivere ben oltre la firma sui suoi abiti.


