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Gennaio 21, 2026Bernard Arnoult, con l’ok degli azionisti, rimarrà Ceo di LVMH fino al compimento degli 85 anni.
Al centro dell’universo del mondo del lusso, si colloca una famiglia tanto potente quanto discreta: quella degli Arnault, il cui capostipite, Bernard Arnault, guiderà il gruppo ancora per molto. Gli azionisti del colosso del lusso per eccellenza, hanno approvato la proposta avanzata dalla direzione, di estendere l’età massima per la guida del gruppo da 80 a 85 anni, dando la possibilità al fondatore Bernard Arnault, oggi settantaseienne, di poter mantenere l’incarico ancora a lungo. Lo statuto di Agache Commandité, prevede infatti che il patron del gruppo, rimanga amministratore della società con poteri illimitati fino al compimento dei novatacinque anni. Il capitale di Agache Commandité, che ha uno status giuridico peculiare in Francia, utilizzato da quelle aziende a conduzione familiare, come nel caso degli Arnauld, per tutelarsi da eventuali acquisizioni, è suddiviso in parti uguali tra i cinque figli di Bernard, prevedendo che solo i cinque fratelli ed i loro discendenti possano essere azionisti della società. In oltre nessuno di loro, potrà vendere azioni nei prossimi trent’anni, quindi prima del 2052.
Bernard Arnault, da decenni al timone del gruppo LVMH, ha mostrato la propria abilità nel trasformare un conglomerato di marchi in un impero del lusso, che oggi vanta brand iconici come Luis Vuitton, Dior e Tiffany solo per citarne alcuni. Arnauld, oltre a ricoprire il ruolo di presidente e amministratore delegato del gruppo, è anche azionista di controllo di LVMH insieme alla sua famiglia, con il 49% del capitale della società e il 64,8% dei voti a fine 2024. Mentre il patron, rimarrà saldo al timone ancora per qualche anno, il mercato economico, inizia ad interrogarsi su quello che dovrà essere il passaggio generazionale e di come gli eredi entreranno nel cuore decisionale dell’azienda.
L’erede di B. Arnalut non è ancora stato designato e non è ancora possibile dire con certezza se la guida passerà nelle mani di uno dei suoi cinque figli, vero è che negli ultimi anni, Dalphine, Antoine, Alexander, Fréderic e Jean, hanno assunto ruoli dirigenziali di responsabilità all’interno del gruppo e delle maison che ne fanno parte, preannunciando una possibile successione famigliare, benchè non ci sia ancora nulla di ufficiale. Questo graduale coinvolgimento è frutto di un’attenta pianificazione che mira a coniugare controllo familiare e continuità della visione imprenditoriale, pur mantenendo la porta aperta a competenze esterne e alle dinamiche del mercato globale. E’ in dubbio che piani di successione esistano, sia per far fronte a scenari a medio termine che a eventi improvvisi. Non dimentichiamo che la società Agache, holding della famiglia Arnault, è stata trasformata in una società in accomandita semplice per azioni, con il fine di perpetrare il controllo familiare del gruppo ed una visione a lungo termine.
Ma chi sono gli eredi di Bernard Arnault e quali ruoli rivestono
Da circa tre anni, da quando il processo di avvicendamento dei figli Arnault ha avuto inizio, sia a livello azionario che dal punto di vista di responsabilità manageriali, si sta assistendo a continui cambi e spostamenti di pedine che vedono ad ora Delphine Arnault, unica donna tra i cinque eredi, dopo essere stata nel 2023 Presidentessa e Ceo di Christian Dior Couture, poi Vicedirettrice Generale Esecutiva di Luis Vuitton ed ora la numero uno del gioiello di LVMH. Antoine Arnault, secondogenito,dal 2024 è presidente di Berluti, così come lo è dal 2013 di Loro Piana, dopo aver ricoperto diversi ruoli e cariche in Luis Vuitton. A soli trentatre anni Alexander Arnaut è stato nominato deputy Cei di Moet Hennessy, la divisione wine e spirits di LVMH, ex Ceo Rimowa, rilevata dal gruppo, dal 2021 si trova ai vertici di Tiffany & Co e potrebbe presto sedersi nel CDA di Moncler. Frédéric Arnault classe 1995 è fresco di nomina a CEO di Loro Piana, mentre Jean, il più giovane di casa Arnault (classe 1998) dal 2022, ricopre il ruolo di Watch Director per Louis Vuitton.
Per ora Bernard Arnault rimane l’uomo più ricco ed invidiato della Francia e non si tratta unicamente di una questione legata al patrimonio (circa 55 miliardi di euro) ma il fatto di aver creato il più potente gruppo del lusso che si conosca, con un portafoglio di settanta maison, dando lavoro a 145mila persone dislocate in tutto il mondo.Sebbene sembri ancora troppo presto parlare di passaggio di consegne, il punto fermo è quello di mantenere lo spirito famigliare del gruppo, l’intento della famiglia è quello di tenere salde le redini del colosso del lusso, sia per quanto riguarda la proprietà che l’organizzazione. Per il momento l’impero LVMH rimane nelle mani del capostipite Bernard, il terzo uomo più ricco al mondo, con un patrimonio stimato intorno ai 175 miliardi di euro. La successione all’interno della famiglia Arnault, quando avverrà, non sarà solo una semplice transizione ereditaria ma un processo strategico attentamente studiato e orchestrato, così come avverrà per altri gruppi del lusso, vedi Prada, che si prepara a sua volta ad un cambio generazionale, preparando possibili piani di successione. Oggi nelle grandi dinastie industriali, la successione è una questione di governance, meritocrazia e visione strategica più che di sola eredità familiare.


