
VOGUE WORLD MILANO: NEX CHAPTER.
Novembre 17, 2025
La potenza della dinastia Arnault: successione, strategie e il futuro dell’impero LVMH.
Gennaio 15, 2026La stilista iconoclasta per eccellenza che ha vestito la moda di ribellione.
Pam Hogg, scomparsa recentemente, lascia dietro di sé un’eredità di forme innovative e di avanguardia che hanno conquistato stars da Debbie Harry, Kylie Minogue e Rihanna, sino ad arrivare alla generazione Z. Icona ribelle e figura cardine dell’avanguardia britannica, Pam Hogg è diventata un manifesto della controcultura britannica dei primi anni ‘80 e non solo. Fu proprio in quegli anni, che emerse dalla scena underground di Londra, in un contesto storico e culturale, carico di tensione creativa e ribellione, Pam Hogg, plasma la moda con un linguaggio tutto personale, fatto di lattex, colori accesi, silhouettes scolpite e un’attitudine punk che l’ha accompagnata per tutta la vita.
Pamela Hogg ha sempre dimostrato di essere un’artista estremamente creativa e poliedrica, il suo grande amore era indubbiamente la moda ma era anche una DJ, una cantante ed una performer. Nata a Paisley, vicino a Glasgow, in Scozia, dopo aver studiato Fine Art e Printed Textiles alla Glasgow School of Art, ottenne un master al Royal College of Art di Londra, dove si innamorò del movimento New Romantic. I suoi abiti audaci e sfrontati, le permettono di accedere al Club Blitz, divenendo parte integrante di un vortice di creativi tra cui Stevie Steward di BodyMap, Syephen Jones e Leigh Bowery.
Sin da subito, Pam, mostra un’inclinazione per l’auto produzione dei suoi capi, cuciva tutto da sola ed i suoi pezzi più ambiti diventano ben presto le tute in lattice di colori forti. La sua prima collezione, “Psychedelic Jungle”, esce nel 1981, incarnando l’estetica androgina della New Wave. Inizia a vendere la sue creazioni a Kensington Market, un contesto decisamente undergroun, nell’ormai leggendaria bancarella Hyper Hyper, guadagnandosi un seguito “cult” di tutto rispetto. In seguito aprirà una sua boutique a Soho, diventando una figura di riferimento nella scena londinese, lei stessa si definirà come: “Stilista, musicista, filmaker, creatrice di magliette, dottore di lettere e cuori infranti”. I primi lavori di Pam Hogg: audaci, provocatori, in lattex, PVC, con un inconfondibile stile “punk-glam”, silhouettes scultoree e cappotti fuzzy dai colori arcobaleno, fanno proseliti tra i personaggi come Dabbie Harry, Siouxsie Sioux e qualche anno dopo tra Kate Moss, Lady Gaga, Lily Allen e Bjork. I dodysuit, erano e rimarranno il suo cavallo di battaglia, un capo di abbigliamento da discoteca realizzato in lurex dorato, pelle e PVC. Look futuristici, cappelli audaci, sensibilità punk e un forte senso di androginia, sono questi gli elementi che l’anno resa protagonista indiscussa della London Fashion Week.
La sua carriera ha sempre mescolato moda e musica, nei tardi anni ‘70, primi anni ‘80, Pam fa parte della band Rubbish ma sarà con i Doll a calcare i palcoscenici più famosi, arriverà anche a produrre un suo film sulla moda “Accelerator”. Queste sue poliedriche identità, la portano a sviluppare la sua creatività, per Pamela, moda e musica sono due facce della stessa medaglia, in nome della libertà espressiva. Nei primi anni ‘90, si allontana temporaneamente dalla moda, dedicandosi alla musica, per tornare nel mondo fashion in modo trionfale nel 2009, con la collezione “Galaxy Wariors” per approdare a Parigi nel 2012. Negli anni successivi ha continuato a proporre collezioni che univano provocazione, eleganza e impegno sociale.
Sostenitrice di diritti umani e della giustizia sociale, nel 2014 collabora con Amnesty Interantional per una collezione presentata alla fashion week di Londra, rendendo omaggio al gruppo punk russo delle Pussy Riot, la sua collezione A/I 2023, “ The Burn Witches Don’t They” ha reso omaggio all’amica Vivienne Weastwood. Nel 2024 la collezione P/E “Apocalypse” è stata dedicata alla musicista e attivista Sinead O’Connor.
Il suo lavoro non è mai stato “main stream”, Pam Hogg ha sempre portato avanti la propria visione personale di moda, libera da ogni condizionamento del settore, puntando su una sartoria artigianale, materiali spesso non convenzionali e su un’estetica anticonformista. La sua influenza si estende oltre la moda, attraverso musica, performance, film e arte visiva, lasciando una grande eredità. Influenzando l’estetica delle generazioni attuali, mixando ribellione, femminilità e forza. Pam Hogg verrà ricordata come voce irriducibile della moda e per il suo spirito grintoso. La sua carriera, attraversata da ribellioni, reinvenzioni e ritorni trionfali, è la dimostrazione che l’originalità non nasce dai compromessi la dalla assolutà fedeltà a sé stessi.


