
VERSCHKA, MUSA DI UN’EPOCA IN TRASFORMAZIONE.
Febbraio 10, 2026SULLE TRACCE DI UN’ICONA: VIAGGIO NELL’UNIVERSO CREATIVO DEL MUSÉE YVES SAINT LAURENT A PARIGI.
UN VIAGGIO TRA BOZZETTI, HAUTE COUTURE E L’EREDITA’ DI UNO DEI PIU’ GRANDI STILISTI DEL ‘900.
Parigi è sicuramente una delle città in cui non si corre il rischio di annoiarsi, per gli appassionati di arte l’elenco dei musei da visitare è lunghissimo e per le fashion victim i luoghi di culto sono altrettanto numerosi. Per chi ha fatto della moda la propria vita, il proprio lavoro o semplicemente la segue ed ha una dedizione particolare per i couturiers francesi: è d’obbligo la visita al Musée Yves Saint Laurant.Personalmente non ho mai nascosto la mia passione e l’ammirazione nei confronti delle creazioni e del lavoro svolto da YSL e Pierre Berger nel mondo della moda e dell’arte. Non c’è dubbio che YSL abbia esplorato la storia della moda attraverso le sue collezioni, creando uno stile che contribuirà a cambiare il modo di vestire delle donne ed insieme, e grazie a Pierre Berger, darà vita ad un vero e proprio impero della moda.
l Musée Yves Saint Laurent apre le porte al pubblico il 3 ottobre 2017 al numero 5 di Avenue Marceau a Parigi ed il 19 sarà la volta del Musée YSL a Marrakech, progetto portato a termine da Pierre Berger a quasi dieci anni di distanza dalla morte del couturier, avvenuta nel 2008. Parigi e Marrakech sono le città che hanno ispirato ed hanno fatto parte della vita di YSL, lui così “trés parisien” eppure follemente innamorato di Marrakech. Scoprirà infatti questa città nel 1966 e sarà un colpo di fulmine, grazie al quale scoprirà il colore.Nel 1962 YSL, insieme a Pierre Berger, dopo essere stato il più giovane direttore artistico della maison Dior, conclude la propria esperienza presso una delle più celebri case di moda francesi per aprire la propria “maison de couture” al 30 bis rue Spontini nel 16 arrondissement. Solo nel 1974 l’atelier si sposterà nel palazzo in stile Napoleone III a 5 di Avenue Marceau.
La maison chiuderà i battenti nel 2002 e si trasformerà nella fondazione “Pierre Berger- Yves Saint Laurent”, con lo scopo di assicurare la conservazione del lavoro dello stilista. Tra il 2004 e il 2016 la fondazione ha organizzato mostre d’arte rispecchiando il gusto della coppia che nel corso degli anni ha collezionato opere d’arte di valore inestimabile, vendute, dopo la morte di Yves, all’asta per volere di Pierre Berger. Oggi la “maison de couture” è diventata un museo, ricevendo il titolo di Musée de France, con l’intento di celebrare il genio creativo di uno dei più grandi couturier del XX secolo. Inutile dirvi che una tappa al 5 Avenue Marceau, vi consentirà di immergervi nella vita professionale e privata della coppia Pierre Berger- YSL, il consiglio è quello di abbandonarvi alle emozioni e alle suggestioni che le stanze di questo tempio della moda rievocano, il risultato sarà un percorso emozionante, in un mondo fatto di tessuti, fotografie, gioielli, libri, oggetti personali, disegni e gli animi più sensibili, rischieranno addirittura di commuoversi. Se non vi ho ancora convinti, posso dirvi che in questo luogo si respira il vero profumo dell’Haute Couture e non potrete non rimanere affascinati dallo studio in cui YSL ha creato le proprie collezioni. Il museo si sviluppa su più piani a partire dal Salon Haute Couture, dove sino al 1976 si svolgevano i defilés, che a partire da questa data si terranno all’Hotel Inter-Continental, dove assumeranno la struttura di veri e propri spettacoli. Le collezioni erano composte da un centinaio di modelli, ciascuno abbinato agli accessori e tutti riflettevano l’ispirazione dello stilista in quel momento e rispecchiavano l’epoca in cui si inserivano. Tutti gli abiti erano classificati secondo una precisa tipologia: dai tailleur, abiti e cappotti ed il programma del defilé seguiva esattamente l’ordine del guarda-roba che una signora doveva indossare, partendo dagli abiti da giorno sino a quelli da sera, senza trascurare ovviamente quelli da cooktail, abiti che si possono ammirare nella sala “Histoire d’une collection”. Le stanze a cui i visitatori hanno accesso sono numerose, a partire da “Le Style”, dove si possono ammirare alcuni degli abiti che hanno definito lo stile YSL.
I tessuti stessi, diventano la testimonianza del savoir-faire, che caratterizza la couture della maison, dovuto all’essere esigente e perfezionista di YSL e proprio un’intera stanza è dedicata al “savoir-faire”.Anche i gioielli diventano una componente essenziale dello stile di YSL, in particolare il cuore è uno dei bijoux emblema della maison. In particolare il collier “Coeur”, una catena formata da strass rossi che sostengono un pendente a forma di cuore, realizzato con centinaia di strass color grigio fumo, cabochon di cristalli rossi e perle bianche. Nella punta vi è sospesa una goccia in pasta di vetro rossa. Divento una sorta di porta fortuna, questo prezioso oggetto, sfilerà in tutte le collezioni dall’Haute Couture al pret-a-porter, indossato da modelle scelte personalmente dallo stilista. Questo gioiello, creato nel 1962, sarà realizzato dalla maison Scemama, se ne avrà una nuova versione nel 1979. Nel novembre del 1999, lo stesso YSL dirà:
“ Ho fatto del cuore un simbolo. L’ho proposto in tutti i modi: come portacipria, come gioiello, e borsa a mano. In tutti i colori: rosso rubino, blu, verde smeraldo, ametista, cristallo di rocca. Il cuore si è trasformato in abiti, foulards, in tessuti. Il cuore non mi lascerà mai.”
Numerosi bozzetti delle creazioni verranno realizzati in Marocco, in particolare a Marrakech, l’influenza che questo Paese avrà sullo stilista si rivelerà importantissima, non solo sul suo lavoro, con la scoperta di colori e tinte calde, sensuali ma in particolare facendogli acquisire la coscienza di sé come artista. YSL e Pierre Berger scoprono il Marocco nel 1966 e vivranno per circa dieci anni in una magnifica residenza in puro stile marocchino, chiamata Dar el Hach o Casa dei Serpenti. Solo nel 1980 la coppia acquisterà la dimora Majorelle, appartenuta all’omonimo pittore. Qui YSL si sentirà davvero a casa e proprio qui verranno sparse le sue ceneri. Non solo Marrakech sarà fonte di ispirazione ma anche i libri lo saranno, e guideranno il couturier in straordinari viaggi immaginari ed esotici dai quali trarre spunti ed idee. Gli scenari delle sue collezioni saranno il Marocco, l’Africa, la Russi, la Spagna e l’Asia dove ha affinato il gusto per i colori vivi ed intensi.
Durante il percorso, potrete fare una sosta nella sala video, non per riposarvi ma per emozionarvi e commuovervi. Qui viene proiettato un video di circa 15 minuti, intitolato “Un aigle a deux tete”, che ha come protagonista la relazione unica e sorprendente tra YSL e Pierre Berger. Insieme hanno fondato e diretto una maison divenuta storica, Berger nel ruolo di direttore e Yves come creatore, insieme hanno costituito una delle più grandi collezioni private d’arte, collezione che nel 2009 ha dato vita alla “vendita del secolo”, affidata da Pierre Berger alla casa d’aste Christie’s.
Il luogo centrale della maison de couture era lo studio, che per trent’anni ha fatto pulsare il cuore di 5 Avenue Marceau, ed oggi costituisce sicuramente il cuore del museo, la stanza forse più emozionante in cui YSL ed i suoi collaboratori preparavano le sfilate. Lo studio contrasta con la sontuosità delle stanze del palazzo stile Napoleone III, si tratta infatti di uno spazio neutro, luminoso e silenzioso dove lo specchio occupa buona parte del muro e diventa l’elemento principale. Era infatti l’elemento attraverso il quale lo stilista esaminava, osservandone il riflesso, gli abiti. Nello studio venivano presentati i modelli degli abiti, realizzati con una telina di cotone bianca che dava l’idea del modello e di come sarebbe stata la silhouette finale, questo passaggio era fondamentale per quella parte di atelier che realizzava il primo passaggio della realizzazione di un capo.Gli scaffali della libreria conservano i libri che YSL consultava ed erano fonte di ispirazione, sulle scrivanie sono rimasti gli oggetti, bottoni, passamaneria, bijoux, appunti, tutto mantiene l’atmosfera intatta. La scrivania del couturier stupisce per la sua semplicità e l’ordine: è in realtà un cavalletto con i suoi oggetti feticcio, non mancano gli indispensabili pastelli, alcuni bozzetti ed i suoi occhiali. Alle spalle, oltre ad un suo ritratto, spicca una foto di Chaterine Deneuve, divenuta sua musa. L’attrice varca per la prima volta la soglia dell’atelier di YSL nel 1965, in occasione di una visita alla regina Elisabetta II per cui necessitava di un abito. Saranno firmati YSL i costumi per “Belle de Jour”, celebre pellicola di Luis Bunuel la cui protagonista sarà ovviamente Chaterine Deneuve. La loro amicizia durerà per trent’anni sino al 2008, alla morte dello stilista.
Qui il tempo sembra essersi fermato si percepisce ancora l’atmosfera che regnava in occasione della preparazione dei defilés, la presenza di YSL e dei suoi collaboratori più stretti che lavoravano quotidianamente al suo fianco. Visitare questo luogo, per gli appassionati di moda e non, significa ripercorrere una parte di storia della moda e non solo, della cultura e del costume della società francese, partendo dagli anni ’50 sino ad arrivare al 2000. E’ un modo per conoscere la straordinaria storia, di uno dei più grandi couturier dell’Haute Couture e di un uomo, anzi di due uomini uniti per un’intera vita in un sodalizio professionale e da un sentimento incredibilmente profondo, tale da rendere la loro vita una meravigliosa avventura.
Visitare il Musée Yves Saint Laurent, significa comprendere come la moda possa diventare cultura, arte e una dichiarazione e di libertà. Tra schizzi originali e capi iconici, si percepisce la visione rivoluzionaria di uno stilista che ha ridefinito l’eleganza femminile. Per chi ama la moda, lo stile e l’anima più autentica della haute couture, questo museo è sicuramente un’esperienza imperdibile.


