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La scomparsa di Valentino Garavani, il 19 gennaio 2026, all’età di 93 anni, segna la fine di un capitolo della storia della moda a livello mondiale. Parlare di Valentino significa raccontare un’idea di bellezza assoluta, costruita nel tempo con rigore estremo, grazia, eleganza ed una visione atemporale. Dalla haute couture, al “rosso Valentino”, divenuto la firma identitaria della maison, riconosciuta in tutto il mondo, Valentino ha fatto dell’alta moda un linguaggio culturale, lasciando un’eredità intellettuale e stilistica incommensurabile. Lo stilista lascia anche un patrimonio, fatto di beni materiali, immobili ed opere d’arte di enorme valore, il cui destino è oggi sotto i riflettori di tutto il mondo.Valentino non si è mai sposato e non ha avuto figli, una scelta personale, che porta in primo piano le disposizioni testamentarie del designer. Ovviamente la successione, verrà gestita in base alle volontà testamentarie predisposte negli anni da Valentino Garavani stesso. Una delle figure chiave di questa successione miliardaria, è inevitabilmente Giancarlo Giammetti, un tempo compagno di vita, poi amico, cofondatore e figura fondamentale per il successo di Valentino. I due hanno condiviso per decenni, non solo la vita dietro e davanti ai riflettori ma anche la medesima visione, basata sulla reciproca fiducia, del marchio Valentino.
In attesa dell’apertura del testamento, depositato presso un notaio di Roma, si deve tener conto di quelli che sono stati gli affetti familiari dello stilista, a partire dalla sorella Vanda, il nipote Oscar Garavani e l’ultimo compagno Vernon Bruce Hoeksema, legato allo stilista da ben 43 anni, da un rapporto fatto d’amore e condivisione di progetti. Hoeksema, ex modello, è divenuto poi direttore creativo del brand di accessori di lusso VBH. Nel testamento potrebbero essere inclusi anche i due fratelli Sean e Anthony Sax, figli dello stretto collaboratore Carlos Sax, cresciuti nell’orbita dello stilista e considerati come figliocci.Secondo stime attendibili, il patrimonio dello stilista, come detto prima, dovrebbe ammontare a 1,5 miliardi di euro, tra investimenti finanziari, un portafoglio di beni immobiliari, tra ville, castelli, palazzi di lusso e collezioni d’arte. Opere d’arte che includono capolavori firmati Picasso, quadri di Andy Warhol, tra cui due ritratti dello stilista e un Lucio Fontana. Va sottolineato però, che la Maison Valentino, azienda che porta il suo nome, non fa più parte in modo diretto del patrimonio dello stilista, essendo stata venduta nel 1998, quando lo stesso Valentino e Giancarlo Giammetti cedettero la Valentino Fashion House per circa trecento milioni di dollari, pur restandone direttori creativi. Da quella prima vendita ci furono altri passaggi, nel 2002 la maison passò nelle mani del gruppo tessile Marzotto Apparel, nel 2007 venne ceduta alla società di private equity Permira e in fine nel 2012 venne acquistata dal fondo qatariota Mayhoola for Investiments, con una significativa partecipazione del gruppo Kering. Valentino si ritirò dalla direzione creativa nel 2008.
Fra le proprietà più iconiche del designer ci sono villa Letizia sull’Appia Pignatelli a Roma, residenza storica di Valentino, un attico in via Condotti, nel cuore della capitale, la villa La Cercola a Capri e lo yacht T.M. Blue One, il cui nome è un omaggio ai genitori Teresa e Mauro, il lussuoso appartamento di Holland Parck a Londra, all’interno del quale si trova una collezione di opere d’arte di grande valore. Il castello di Wideville a pochi chilometri da Parigi, in cui ha ricevuto ospiti da tutto il mondo per festeggiare la Legion d’onore nel 2006, un attico su Park Avenue a New York e lo chalet a Gstaad, in Svizzera.
Una parte fondamentale dell’eredità riguarda la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, costituita nel 2016. Creata per preservare e promulgare i valori estetici e culturali che hanno fatto di Valentino, uno dei più grandi couturier della storia, attraverso mostre, archivi, iniziative filantropiche e con lo scopo di sostenere giovani talenti creativi, organizzando workshop e programmi di mentorship. La successione di Valentino Garavani, non è più una questione che riguarda il marchio che porta il suo nome, ormai separato da tempo dalla sua sfera di controllo e gestione. Il tutto si concentra sul patrimonio personale dello stilista e sul futuro della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, sorta con il compito di preservare i valori e l’identità culturale che hanno contraddistinto nel tempo l’opera del designer. In questo contesto, il valore simbolico della figura di Valentino Garavani si traduce non in asset industriali, ma in responsabilità istituzionali e famigliari. E’ indubbio che il vero patrimonio di Valentino non sia solo economico ma risiede nell’impatto che il suo lavoro, costante nel tempo, ha avuto nel trasformare il concetto di haute couture, in linguaggio universale di bellezza ed eleganza.


